Messaggio dei Missionari alla Comunità trentina

Alla fine di questa settimana siamo riconoscenti per ciò che abbiamo potuto vivere insieme, con voi, con la Chiesa che ci ha mandato e che ci sostiene, e anche tra noi che, pur vivendo sullo stesso continente, non abbiamo finora avuto altre occasioni per incontrarci.

Ci siamo subito resi conto della grande diversità dei contesti in cui viviamo… ma anche di una comune attitudine di fondo nell'accostarli in quanto missionari: ascolto, scoperta, apprezzamento, che sfociano nel dialogo e aprono la strada all'annuncio. Abbiamo goduto nell'ascoltarci e comunicarci gli interrogativi che ci abitano in rapporto alle sfide della missione oggi.

L'Asia-Oceania, con la loro ricchezza millenaria di culture e religioni, ci interrogano su un cliché diffuso di missionario/a. Molto spesso si pensa al missionario come colei/colui che va a aiutare chi ha bisogno e si vorrebbero misurarne i risultati. Ma allora, perché andare in paesi dove non c'è bisogno di aiuti materiali? Dove non si è richiesti?
In alcuni contesti la Chiesa locale stessa, pur in gran minoranza, potrebbe andare avanti senza di noi e, appartenendo alla cultura del posto, in realtà trasmette la fede in modo comprensibile e appropriato. Ma la presenza di chi viene da altrove come noi porta accenti nuovi, che sono di stimolo e necessari per l'evangelizzazione della cultura e per tener viva la passione di andare "verso" coloro che sono ancora fuori, lontani…

Dai missionari in Asia e Oceania un invito al dialogo

Il confronto con altre culture e altre religioni è una fonte di ricchezza

Messaggi
Dialogo con le altre culture e le altre religioni, ricerca di una pace "giusta" e al tempo stesso priva di sentimenti vendicativi nelle aree di conflitto, autenticità e coerenza con il messaggio del Vangelo da parte dei cristiani: questi sono alcuni degli impegni che i missionari che operano in Asia e Oceania, giunti in Trentino per la seconda edizione della manifestazione "Sulle rotte del mondo" (27 settembre-2 ottobre) hanno ribadito a conclusione dei loro lavori. Messaggi forti, quelli lanciati dalla casa-base dell'evento, la sede della Scuola di formazione alla solidarietà internazionale, nell'ex-convento degli Agostiniani di Trento: i cristiani portano la pace, non devono alimentare la guerra; i cristiani non devono mai invocare crociate, ma offrire perdono e riconciliazione, anche quando come in diversi paesi asiatici o mediorientali, sono vittima dell'intolleranza e dell'integralismo; la Chiesa cristiana non deve ostentare ricchezza e opulenza, deve stare in primo luogo con i poveri, con un atteggiamento di modestia, essenzialità, coerenza al Vangelo. Il cristiano maturo se necessario difende l'ebreo o il musulmano persino dal cristiano estremista.

Affetto
Questa seconda edizione della manifestazione organizzata dalla Provincia autonoma di Trento e dall'Arcidiocesi di Trento - dopo quella dello scorso anno dedicata all'Africa - ha confermato l'affetto che la comunità trentina nutre per queste figure per certi versi "mitiche", che hanno lasciato i paesi di origine, a volte decine di anni fa, per vivere e operare nelle più remore regioni del pianeta. Una trentina i missionari giunti per l'occasione dall'Asia e dall'Australia; ovviamente in questi continenti la presenza missionaria è minore rispetto all'Africa. Identico invece è l'impegno, anche se interessa paesi diversi, a volte in tumultuosa evoluzione socioeconomica (pensiamo al sud-est asiatico o alla Cina). Un impegno supportato anche dalle associazioni di volontariato trentine, da tanti cittadini comuni.

Video

Padre Angelo Confalonieri
Culture e inculturazione
Incontro pubblico "Rapporto tra tradizione e modernità"